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Con provvedimento del Capo Dipartimento per l’informazione e l’editoria del 4 luglio 2024, sono state definite le modalità per la fruizione dei contributi previsti dagli articoli 3 e 5 del DPCM 28 settembre 2022.

Si tratta del decreto attuativo delle misure a sostegno dell’editoria di cui all’art. 3 del DPCM 28 settembre 2022 (contributo straordinario sulle copie vendute) e di cui all’art. 5 del medesimo DPCM (contributo per gli investimenti in tecnologie innovative).

Per quanto riguarda il contributo straordinario sulle copie vendute, ricordiamo che esso è riconosciuto nella misura di 10 centesimi di euro a copia cartacea venduta nel corso del 2022, anche mediante abbonamento, a titolo oneroso in edicola o presso punti di vendita non esclusivi, alle imprese editrici di giornali quotidiani e periodici, con almeno tre giornalisti inquadrati con contratto di lavoro giornalistico e con i seguenti codici di classificazione ATECO:

  • per le imprese editoriali di quotidiani: 58.13 (edizione di quotidiani);
  • per le imprese editoriali di periodici: 58.14 (edizione di riviste e periodici);

Il requisito dei tre giornalisti assunti con contratto a tempo indeterminato è richiesto sia per il 2022, ossia per l’anno nel quale sono state effettuate le vendite, sia per la data di presentazione della domanda di accesso all’agevolazione.

Inoltre, le imprese devono essere regolarmente iscritte al Registro degli Operatori della Comunicazione istituito presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, devono essere in regola con gli adempimenti connessi agli obblighi contributivi e previdenziali e non devono essere in liquidazione, anche volontaria, o essere sottoposte a procedure concorsuali.

A corredo della domanda, deve essere presentata certificazione delle copie redatta da soggetto iscritto nel Registro dei revisori legali e delle società di revisione; sono escluse le copie vendute tramite strillonaggio, quelle oggetto di vendita in blocco e quelle per le quali non è individuabile il prezzo di vendita. Per vendita in blocco è da intendersi la vendita di una pluralità di copie ad un unico soggetto.

Nella domanda di contributo le imprese si dovranno, inoltre, impegnare a destinare le somme derivanti dal contributo al mantenimento della distribuzione di copie cartacee, evitando la riduzione della foliazione delle testate edite e garantendo il mantenimento del livello occupazionale dei giornalisti.

Il contributo non è cumulabile con ogni altra agevolazione prevista dalla normativa locale, regionale, nazionale o europea che preveda un rimborso per le copie cartacee vendute del medesimo quotidiano o periodico.

La domanda deve essere inoltrata al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri nel periodo intercorrente tra il 1° ottobre 2024 al 22 ottobre 2024.

La dotazione di spesa di questa misura è di 60 milioni di euro e nell’ipotesi di insufficienza delle risorse rispetto al fabbisogno complessivo il Dipartimento provvederà ad una ripartizione proporzionale tra i soggetti aventi diritto.

In relazione al contributo per gli investimenti in tecnologie innovative effettuati nel 2023 da imprese editrici di quotidiani e periodici, agenzie di stampa, fornitori di servizi di media audiovisivi nazionali e locali, titolari di concessioni radiofoniche, fornitori di contenuti radiofonici digitali e i consorzi di imprese editoriali operanti in tecnica DAB che abbiano effettuato investimenti in tecnologie innovative per l’adeguamento delle infrastrutture e dei processi produttivi, finalizzate al miglioramento della qualità dei contenuti e della loro fruizione da parte dell’utenza, viene fatto un distinguo.

Per quanto riguarda i fornitori di servizi di media audiovisivi nazionali e locali, i concessionari radiofonici e i consorzi di imprese editoriali operanti in DAB, la domanda per l’anno 2023 deve essere trasmessa al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri nel periodo intercorrente tra il 28 ottobre 2024 e il 19 novembre 2024.

Le spese oggetto di contributo devono essere riconducibili ad un progetto complessivo ed organico di investimenti finalizzato all’ammodernamento delle dotazioni tecniche. Il progetto deve essere asseverato da un professionista iscritto all’Albo degli Ingegneri nel settore degli Ingegneri dell’Informazione che attesti la rispondenza dello stesso alle finalità di cui sopra e deve contenere le indicazioni delle dotazioni tecniche antecedenti agli investimenti effettuati e le motivazioni che hanno determinato la realizzazione degli stessi.

Per quanto riguarda i contributi alle imprese editrici di quotidiani e periodici e le agenzie di stampa essi sono pari al 70 per delle spese sostenute nel 2023 e documentate per la realizzazione degli investimenti relativi, anch’essi, a un progetto complessivo ed organico di investimenti finalizzato all’ammodernamento delle dotazioni tecniche e asseverato da un professionista iscritto all’Albo degli Ingegneri nel settore degli Ingegneri dell’Informazione che attesti la rispondenza dello stesso alle finalità di cui sopra e deve contenere le indicazioni delle dotazioni tecniche antecedenti agli investimenti effettuati e le motivazioni che hanno determinato la realizzazione degli stessi.

I codici ATECO sono i seguenti:

  • per le imprese editoriali di quotidiani: 58.13 (edizione di quotidiani);
  • per le imprese editoriali di periodici: 58.14 (edizione di riviste e periodici);
  • per le agenzie di stampa: 63.91 (attività di agenzie di stampa).

La domanda deve essere, inoltre, corredata da un prospetto analitico attestante l’effettività delle spese sostenute, certificato da soggetto iscritto nel Registro dei revisori legali e delle società di revisione.

La domanda deve essere trasmessa al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri tra il 28 ottobre 2024 e il 19 novembre 2024.

La dotazione di spesa di questa misura è di 10 milioni di euro e nell’ipotesi di insufficienza delle risorse rispetto al fabbisogno complessivo il Dipartimento provvederà ad una ripartizione proporzionale tra i soggetti aventi diritto.

 

 

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